Correlazione tra consumo di latticini e riduzione markers dell’infiammazione cronica

Lo yogurt considerato come un alimento cardine nella sana alimentazione, torna alla ribalta con uno studio sul suo consumo ed una riduzione dei markes dell’infiammazione.Oltre allo yogurt sono stati presi in esame anche il latte e formaggi. Vediamo in breve cosa dice questo studio.

Approfondimento video dove entro nel dettaglio dello studio analizzato

Il processo infiammatorio è una risposta dell’organismo, mediata dal sistema immunitario, ad uno stressor. L’infiammazione di tipo cronico ha tra le sue caratteristiche quella di produrre un aumento di sostanze in circolo (markers infiammatori) e per un periodo di tempo più lungo rispetto ad un infiammazione di tipo acuta. L’ infiammazione acuta può portare soggetti predisposti ad altre tipologie di patologie quali cancro, diabete e patologie cardiovascolari.

Struttura terziaria Interleuchina 6 (fonte:wikipedia.it)
I markers infiammatori principali usati per il monitoraggio sono stati:

  • Inteleuchina 6 (IL6)
  • Fibrina
  • PCR (proteina C reattiva)
  • TNF (fattore di necrosi tumorale alfa)

Questi biomarcatori erano elevati nei soggetti con patologie quali BMI elevate e/o con patologie infiammatorie in corso.

Sono state studiate tre tipologie di alimentazioni diverse, dove rispettivamente venivano ad essere introdotti in maniera controllata yogurt, latte e derivati (formaggi).

La quantità di yogurt assunta dai soggetti era intorno un quarto di tazza al giorno (circa 100g).

Dopo sette anni di follow up si è potuto osservare una riduzione dei markers infiammatori (sopratutto interleuchina) nei soggetti che hanno testato nella loro alimentazione lo yogurt a presciendere dal loro BMI di partenza. Anche i livelli di fibrina si sono ridotti rispetto ai livelli presenti ad inizio studio.

Ricordo, brevemente, cosa sia lo yogurt (link per ulteriori dettagli).Lo yogurt è un alimento ottenuto a seguito di un processo di fermentazione lattica del latte. Questa fermantazione si ottiene mediante l’utilizzo di microrganismi a temperatura controllata. Un ruolo fondamentale nella riduzione dei markers infiammatori è dovuto sicuramente alla componente microbica dello yogurt (Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophiles). Questo è correlato alla loro capacità di aiutare il microbiota intestinale andando a ridurre eventuali disbiosi e ripristinando l’integrità mucosale della barriera epiteliale intestinale. Migliorando la mucosa eventuali patogeni hanno difficoltà ad entrare e causare o aumentare processi infiammatori in corso. Nel corso tempo, il consumo di yogurt porta a un miglioramento del quadro generale dei processi infiammatori in atto ed una riduzione dei relativi markers.

Immagine che riassume in breve il risultato: Consumo di yogurt ha portato riduzione dei markers su tutti i soggetti rispetto al consumo di latte o formaggi che non hanno influenzato molto la concentrazione dei markers.
Tutto questo non avveniva per il latte o altri derivati (formaggi) in quanto (ipotesi) la quantità di fermenti presenti era molto bassa rispetto ad uno yogurt apportando di conseguenza pochi benefici sulla concentrazione dei vari markers.

Questo conferma che una sua assunzione dovrebbe, quando possibile, far parte della nostra alimentazione quotidiana. Consumazione che dovrebbe avvenire sia in ottica di piacere ma anche in ottica preventiva o coadiuvante trattamenti volte a risolvere infiammazioni preesistenti.

Fonti:

https://www.mdpi.com/2072-6643/13/2/506/htm

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