Consumo di prugne secche e valori ematici

In questo articolo andrò ad enunciare i risultati di uno studio ( https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33978491/ ) condotto dalla San Diego State University. I ricercatori hanno monitorato gruppi di donne in menopausa per controllare se, il consumo e quanto, di prugne secche influenzasse alcuni parametri ematici. Sono stati analizzati i valori di colesterolo totale e markers pro infiammatori quali interleuchina 6 e TNF (fattore di necrosi tumorale).

La ricerca è durata sei mesi.

Risultati finali interessanti si sono osservati nei gruppi di donne che hanno consumato dosaggi di prugne secche da 50g ai 100g al giorno. Infatti in questi gruppi, i valori di colesterolo totale, IL-6 e TNF erano più bassi rispetto ai livelli di partenza pre studio. Sono stati osservati anche valori superiori di SOD (super ossido dismutasi), valori che incidono direttamente sulla quantità di radicali liberi presenti in queste persone.

Da questo si può dedurre che il consumo di prugne secche quotidiano può aiutare sia soggetti a rischio (che non a rischio, in ottica di prevenzione) di patologie cardiovascolari.

Lo studio è stato condotto in quanto, ricordiamo, le donne in menopausa sono soggette più facilmente a disturbi di tipo metabolico che poi nel tempo possono condurre a patologie più gravi. Questo è dovuto ad un cambio dell’ assetto ormonale che tende a portare i valori ematici di alcuni markers della salute cardiovascolare in range fuori norma o borderline.

Come sempre bisogna cogliere il senso dello studio, quindi non significa che dobbiamo per forza iniziare ad consumare sempre prugne secche. E’ un tassello che si unisce nell’ottica della prevenzione e del buon senso e del buono stile di vita.

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